Nota di lettura a "L’esame dell’inverno" di Barbara Mastroviti
- Sara Vergari

- 5 lug
- Tempo di lettura: 2 min
Fare L’esame dell’inverno (Interno Libri, 2026), titolo lirico che si richiama alla tradizione italiana da Ungaretti a Anedda, significa chiamare in causa tutti gli strumenti della poesia per porsi le domande cruciali e, come scrive Mastroviti nel testo di apertura, provare a “sbirciare le risposte”. Per questo è necessario tornare alla radice del nostro essere, all’elemento naturale che da sempre guida l’uomo, sebbene oggi vogliamo credere di più al contrario. Le cinque sezioni del libro ci guidano in tal senso: In coda ci pone di fronte al passaggio tra inverno e primavera, Procreazioni sono le metamorfosi che l’uomo deve affrontare dentro di sé, così come fa ogni elemento del creato, Encomio parla dei rapporti con gli altri, Custodi di moniti e monili chiama in vita uno spirito che tutto muove come un deus ex machina, e infine Ossigeno terzo elemento è l’elemento vitale, ma anche simbolo della poesia. «Guarda cosa fa il tempo con la natura, / risplende e oscura», e ancora «Affinare, è questo che ci viene chiesto? / stratificare al tempo e dissodare il campo, / raffinare la terra fino a farla farina», con questi versi programmatici e oracolari Mastroviti ci consegna il valore della poesia, ricollegarci con l’elemento terrestre, che ci insegna e ci infonde respiro vitale. Tra fotografie poetiche, sequenze narrative e una simbologia degli oggetti espressionista, l’autrice sembra spremere la lingua per coglierne l’essenza, come in questi versi: «Anche dall’eco delle scale / rende amore».

Si può diventare molti qualcuno,
ma non si deve… far altro
che essere se stessi.
A metà libro leggo e colgo l’occasione
per immaginare
non la copia di un altro stile,
ma una me migliore.
Così arriva la risposta nella grammatica
di stamane – mentre ti aspetto in clinica
sbriciola il mio ingenuo credere.
Al minimo soffio sposta l’impegno
e resto compiaciuta della lievità,
che tutto sommato mi ha resa nei palmi
e nelle resistenze una parte
*
L’esame dell’inverno chiede aiuto a
un vomere,
pratica tagli abbondanti
sull’accumulo delle domande cruciali
e cerco di sbirciare le risposte
tra le zolle – bandiere strappate
che muovono all’inconsistenza,
addolorate.

Barbara Mastroviti nata Chiusi (SI) nel 1970, vive a Città della Pieve (PG). Si occupa di amministrazione contabile e gestionale. Ha integrato la sua formazione economica con studi di Lingua e Letteratura Italiana e Storia della Filosofia, presso l’Università di Siena. Ai fini preparatori ha frequentato corsi di lettura ad alta voce e di stilistica poetica. Nel 2024 ha pubblicato le raccolte Dominio della Terra (Società Editrice Fiorentina) e Appunti sulla poesia (verso libero) (Il Convivio Editore). Di recente è uscita, in Romania, la silloge Ti darei gli occhi (Ti-as da ochii) Eikon-Cosmopoli. Finalista e premiata in concorsi letterari nazionali, terza al XXX Premio “Ossi di Seppia” (2024/2025), ha ottenuto menzioni d’onore ai Premi “L’Alloro di Dante”, “Città di Fermo”, “Terra di Virgilio” (2024).




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