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  • Sara Vergari

Nota di lettura a "Mr. me" di Maurizio Evangelista

Nelle stanze che Maurizio Evangelista descrive in Mr. me (Arcipelago Itaca, 2022) si susseguono scene vissute da innumerevoli persone, oppure da una sola in momenti diversi, immortalate in fermi immagine precisi, dettagliati, coinvolgenti. Così come alle stazioni, anche nelle stanze di hotel si va e si viene, a volte da soli altre in compagnia, si lasciano oggetti, si vivono passaggi, notti intense o sconsolate. Evangelista, nominando ogni poesia con il numero di una stanza, sdoppia l’Io di chi scrive rendendolo poliforme e polifonico, ora nelle parti di una donna dopo una notte d’amore, di un’altra che si nasconde dal mondo là fuori, ora in un uomo di fronte a ciò che è, o mentre immagina storie e rievoca il passato. Certamente predomina il tema, topos cinematografico, dell’incontro clandestino dei due amanti nella stanza d’hotel, e di fatti la raccolta ha un impatto visivo ben marcato. Se di solito la poesia tende a suscitare emozioni e concetti astratti, qui Evangelista ricrea con le parole dei setting da film con descrizioni puntuali degli oggetti, degli abiti, dei dettagli: «ho fatto sesso / col pigiama sporco di gelato / e di rossetto / sulla mia maglia Gucci bianca», «l’uomo con la giacca scura dorme per finta. / alla sinistra la sua unica figlia abbraccia lacrime e vestito / come il giorno in cui la diede sposa». Poi ci sono altrettante stanze dei ricordi, ugualmente molto visive ma con un carico emotivo più intenso: «in una foto del duemiladiciassette / siamo al centro dell’East River io e te / a toccare le stelle americane.», «ho scelto la stanza della prima volta / quella con la poltrona rotta al secondo piano». Ci sono inoltre altre prospettive, sempre cinematografiche, come guardare dalla finestra dentro vite altrui (“STANZA 219”) o rimandi a scene di film come King Kong (“STANZA 111”) e Parenti serpenti (“STANZA 225”). In apertura e chiusura due testi intitolati “Check-in” e “Check-out”, a simboleggiare l’inizio e la fine, la prima e l’ultima delle innumerevoli scene che accadranno dentro le stanze di un hotel, contenitore di storie da cui la letteratura e la poesia sempre attingono.




STANZA 111


ho fatto sesso

col pigiama sporco di gelato

e di rossetto

sulla mia maglia Gucci bianca.


lui è King Kong a Manhattan

io sono Jessica Lange

con l’asciugamano tra le mani

mi riprendo felice

sull’Empire State Building.


sei bella, mi dici,

con le tue tette americane

e quell’Oscar che vincerai domani.


è un hotel in centro


lui non è in mutande né pannolino


è solo il più grosso grasso gorilla

di danza classica

che si tocca la sacca che ondeggia le braccia

con gli occhiali da sole.


mi riprende felice col mio biglietto d’ingresso.


metti le mani, mi dice. dove le metto?

slaccio la cintura corro con i dollari in tasca.

i clacson, gli applausi.


la gente che guarda gli applausi.


Io quassù lo spavento


STANZA 319


in una foto del duemiladiciassette

siamo al centro dell’East River io e te

a toccare le stelle americane.


ricordo di aver detto, sorridi

così sarà per sempre


e quanti come te sorridevano.


se non cercheremo più questa foto

se qualcun altro ci troverà per noi

saremo ancora felici


e lo saremo per tutta la vita degli altri.


STANZA 327


sono sveglio con le scarpe ancora ai piedi

a considerare l’idea di restare sveglio

ancora per un po’.


tutte queste sigarette nel bicchiere

sono il sesso delle mie mani

a sfumare il cielo


tutto capita così sommergo – nel silenzio obbligato

e tende a sparire


nell’estate dei vicini che hanno ospiti a cena


io vorrei qualcuno

che mi facesse fiato mentre spengo l’ultima

e parlo nel sonno.



Maurizio Evangelista è nato a Terlizzi nel 1980 e vive a Bisceglie. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche ha pubblicato le raccolte poetiche Suonatore di corno (La Vallisa, 2010) e La città inventata (Secop edizioni, 2015) con il quale ha ricevuto il premio della critica "Vrdnicke Venac Vile" a Sremski Karlovci in Serbia. Organizzatore e direttore artistico dal 2010, con Teodora Mastrototaro, dell’evento Notte di Poesia al Dolmen della città di Bisceglie, Evangelista ha pubblicato in diverse antologie in Italia e all'estero, tradotto in inglese, spagnolo, russo, polacco, serbo-croato e albanese. Nel 2017 ha partecipato alla XVII edizione della Giornata Mondiale della Poesia di Varsavia su invito del poeta Aleksander Navorski, ed è stato tra gli ospiti della XI edizione del Trireme della Poesia Ionica a Saranda in Albania, su invito del poeta Agim Mato. Nel 2021 è risultato vincitore della VII ed. del Premio naz.le editoriale di poesia "Arcipelago itaca" con l’opera inedita Mr. me, di prossima pubblicazione.

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