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Nota di lettura a "Carteggio d'amore" di Luisa Trimarchi

  • Immagine del redattore: Elena Verzì
    Elena Verzì
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

«Interrompi ogni legame

Intermittente»


Carteggio d’Amore (Puntoacapo Editrice, 2025), raccolta di Luisa Trimarchi, rappresenta una fase matura della poetica dell’autrice che costruisce un percorso sul corpo e sullle relazioni, basato sulla memoria. La silloge è organizzata in cinque sezioni che compongono una progressione emotiva e narrativa: Preambolo, Frammenti (l’essenziale), Intermezzo, Nel luogo del non racconto (fra la vita che è stata-fra la vita sognata),Frammenti di ragazze (che furono), Congedandosi (pur restando a guardare).

La prefazione al testo è curata da Davide Toffoli che ben introduce l’opera e riconosce alla sua autrice i “tratti distintivi di una voce ben definita della poesia contemporanea”.

Trimarchi e la sua carica emotiva conducono il lettore mediante un linguaggio preciso e una struttura che alterna dialoghi e riflessioni in un viaggio alla scoperta del sé, che da infiniti porti e con diverse rotte si fa guidare da un motore comune: l’Amore che «procede oltre i limiti». Romantico, materno, filiale, per la vita o le cose quotidiane, l’amore è pienezza e Trimarchi, esprime la sua completezza nella frammentarietà: «rammendati da sola – nessuno accompagna / le ragazze dimenticate».

Sebbene l’amore sia l’elemento essenziale capace di generare unità, c’è un luogo di incontro fisico che come forza contraddittoria implica smarrimento e ritorno: è il corpo, campo di battaglia tra dolore e sofferenza, sede della memoria che «ricuce la ferita a mani nude».

Carteggio d’amore affronta il dolore della perdita, la mancanza dell'altro e la memoria delle persone amate, nonché la vulnerabilità umana e la difficoltà di ricucire le ferite emotive. Il titolo dell’opera “Carteggio” che suggerisce uno scambio di lettere, è effettivamente il più dolce dei dialoghi, continuo e riflessivo con il passato e con sé stessi.

Nella postfazione al testo, firmata da Filippo Golia, la poesia di Trimarchi “cammina su un filo tagliente […] e anche se le lettere d’amore, alla fine, bruciano, le parole restano intatte”.

In Trimarchi emerge una forte resilienza, «in attesa di volare», con la capacità di ricomporsi e di trovare nuova forza attraverso l'amore per la parola poetica: «La parola resta il nostro ramo / quello dove l’attracco risulta / possibile – rifugio segreto –».


Luisa Trimarchi Alma Poesia Carteggio d'amore Copertina

Cosa resta di ciò che hai creduto

vero nella nudità del tempo?

(chiede la voce segreta dal fondo

dei mari)

L’amore – la nudità di averlo

inspiegabilmente voluto.


(Mi regali i tuoi anni?)


Ti dono in cambio le mie storie

la parola che sa dire – il vibrare

senza rivelare – ma tu intanto

portami con te – nel luogo della rottura

lì dove le grida sono sane – dove la gioia

scalpita – dove l’attesa spera angoli perfetti

incastri che hanno un suono sordo

– assoluto – come l’attimo esatto in cui

la linea dell’orizzonte si tuffa nella notte

certa delle mani ingorde che si cercano

della lingua che si trova.


Disinnesco


Assottiglio conflitti –

retaggi antichi d’amore

consunte parole – dette

ridette – raccolte – rapprese.

E ora che non siamo più bombe

pronte ad esplodere – capelli

che si allacciano a gambe e braccia

rotte – dallo scorno quotidiano:

dunque, chi siamo?


Cuciture


Ricuce la ferita a mani nude

ago e filo – come si ricuciva

l’elastico allentato nel tempo

attraversato.

Ricuce senza lacrime solo un grido

soffocato di dolore – in solitudine

senza dare a vedere del cuore rotto

del ginocchio sanguinante – di quel

tremare di fronte alla perdita

di tutte le memorie.

(rammendati da sola – nessuno accompagna

le ragazze dimenticate)


Figlia – mia


Figlia mia – mi chiamavi piano

fra la frutta fresca e l’impasto

della frolla con gli odori consueti

di una cucina in eterno subbuglio.

Semplice raccontavi storie semplici

sempre uguali – mentre impastavi.

Arrovellavo parole.

Tacevo dolori.

Tradivo speranze.

Annegavo nelle ansie.

Tu mi rivelavi intanto – inconsapevole

il segreto di ogni felicità: le lenzuola

pulite – un frigo pieno – fiori da odorare

il muso di ogni animale.


Luisa Trimarchi Alma Poesia

Luisa Trimarchi si laurea con lode, in Lettere, all'Università “La Sapienza” di Roma. Le lezioni e la tesi con la poetessa Biancamaria Frabotta la incoraggiano alla scrittura, una passione coltivata già dall'adolescenza. Segue corsi di perfezionamento e master. Nel 2017 frequenta la “Bottega di narrazione” di Giulio Mozzi. Nell'aprile 2021 pubblica la silloge Versi della dimenticanza (Transeuropa), nel marzo 2022 Le stanze vuote (Controluna). Ottiene importanti riconoscimenti in rassegne nazionali e internazionali. Partecipa a poetry slam, reading poetici e incontri realizza podcast e gestisce un breve spazio settimanale, di tre minuti, su una radio web, trasmissione di intrattenimento (Il Radionauta), con una rubrica di poesie Coordinate poetiche dove legge i propri testi. Insegna letteratura in un liceo scientifico, a Cremona. La sua ultima pubblicazione è Nel nome del padre. (Fantasmi di famiglia) (Il Convivio Editore, 2026).




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