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"I Fumetti di Alma" (XIX Appuntamento)

  • Immagine del redattore: Valentina Demuro
    Valentina Demuro
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Continuano le pubblicazioni dello spazio di Alma Poesia "I Fumetti di Alma", dedicato alle interconnessioni tra poesia e fumetto attraverso approfondimenti teorici, interviste e creazioni di vignette ad hoc.

Da un'idea di Martina Toppi, il progetto è coordinato e seguito da Valentina Demuro, in collaborazione con Lo Spazio Bianco, che molto ringraziamo per la fiducia e la condivisione. A completare l'iniziativa, Roberta Pasculli, l'illustratrice che trasporrà in fumetto l'opera poetica di alcune autrici e autori contemporanei; questa stagione sarà dedicata alla poesia di Stefano Simoncelli.


Di seguito la prima parte del lavoro di Pasculli, introdotta da un breve commento di Demuro.


Le tavole di Roberta Pasculli ci mostrano Stefano Simoncelli sorpreso in un viaggio nel ricordo, quasi come in un cammino dantesco, mentre scende per le vie del suo dolore, talvolta accompagnato dalle figure d’amore, talvolta alla disperata ricerca delle stesse.

Si è scelto di iniziare con una poesia tratta da Giocavo all’ala (Italic peQuod, 2004) con cui il poeta intraprende il percorso dialogico con le ombre dei suoi affetti, tema che via via si farà centrale e caratterizzerà tutta la scrittura a seguire.

Nella prima poesia, la madre viene cercata con la tensione di una corsa gravata dal peso degli anni e dalla zavorra angosciante dei sensi di colpa. Il senso di struggente impotenza deflagra poi nel profumo leggero di gelsomino, raccolto nell’intimità silenziosa di un armadio.

Nella seconda poesia (da Hotel degli introvabili, Italic peQuod, 2014) il padre è atteso ancora, come quando, all’uscita da scuola, tutti i bambini aspettano il proprio da lungo tempo, tra il bisogno di un braccio a cui aggrapparsi e il timore dell’abbandono. Il confronto con l’assenza infragilisce, mette a nudo timori atavici, ma poi, questa si fa all’improvviso presenza effimera, visione di conforto da chissà quale altrove.

Lo spazio dell’incontro (come raccontato nella poesia in Residence Cielo, Italic peQuod, 2018) è sempre un luogo di sospensione, tra l’onirico, la memoria immaginifica e quella dei sensi, unica dimensione possibile del sentire fuori dagli schemi della logica. È in questo labirinto che Simoncelli parla a se stesso e agli affetti del suo passato, in un tempo nel tempo con altre regole, di cui si cerca l’uscita ma in cui, al contempo, è possibile l’impossibile: per questo si fa condizione tremenda irrinunciabile. Ed è qui che l’autore ci invita a entrare con i suoi versi, educandosi (ed educandoci) a una ricerca del sentimento che trascenda dalla materia per parlarci, ancora, sempre e nonostante tutto, con altre vie del sentire.

 

Alma Poesia Roberta Pasculli
Alma Poesia Roberta Pasculli
Alma Poesia Roberta Pasculli
Alma Poesia Roberta Pasculli
Alma Poesia Roberta Pasculli
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