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Nota di lettura a "Spazi d’esilio e presagi" di Rosaria Ragni Licinio

  • Immagine del redattore: Elena Verzì
    Elena Verzì
  • 7 feb
  • Tempo di lettura: 3 min

«La parola raccoglie il peso

di un nome e tutto è finzione

o diventa memoria.»

 

Spazi d’esilio e presagi (Il Convivio, 2024) di Rosaria Ragni Licinio è una raccolta visionaria, che esplora una condizione di frattura tra l’esilio, requisito comune ai poeti come separazione e sradicamento, e i presagi carichi di attesa e mistero. L’opera nasce da una urgenza conoscitiva e fin dai primi versi si avverte una carica di tensione tra violenza e trepidazione. La raccolta si articola in tre sezioni (Anatomie, Silenzi, Altri luoghi) che delineano i tre principali campi di attraversamento.

Nella prima sezione il corpo è il primo luogo di scontro: «Come si schianta sull’asfalto la voce / questo corpo brutale / che non ha fame / revolver, ossigeno». Le parole di Ragni Licinio sembrano pronte ad incendiarsi, sono dirette, pronte all’urto, verso la follia, ma mantengono l’intento di sopravvivere al dolore nonostante la realtà ci ricordi «la teoria del sacrificio, / tutto il nostro fallire».

 

Nella seconda sezione – Silenzi - la poesia riflette su sé stessa e sul proprio paradosso. Nell’esergo alla sezione il riferimento di Piazzolla: “Il poeta parla per tacere / si parla per tacere / si tace per parlare”, il silenzio non è vuoto ma intimo frastuono. Ne è un chiaro esempio l’ossimoro «la parola muta», dove «il poeta vaneggia / segni oltre i fonemi» ed è consapevole del limite della parola e della sua insufficienza esplicativa, tuttavia continua a sacrificarsi e ogni verso è un atto di esilio dal grembo e dalla certezza.

 

Nella terza e ultima sezione Altri luoghi, si arriva a un’altra dimensione, attraversato il corpo e la poesia, ci si apre, infine, alla memoria, alla filiazione, alla vergogna e alla resistenza. La figura del padre, la casa d’infanzia, il monte mai dipinto e il mare, qui l’esilio diventa spazio interiore, abitabile, dove la poesia si riconosce come eco e devozione.

 

Sergio Daniele Donati nella post-fazione alla raccolta dice: “Chi vive la condizione dell’esule, anche etimologicamente, è in un certo senso obbligato ad andare lontano dal suolo natio, ma anche a salire. […] nella speranza di un presagio che non viene imposto, ma del quale si descrive ogni rischio e delicatezza e fragilità”.

 

Densa e visionaria, la lingua di Rosaria Ragni Licinio è capace di tenere insieme corpo e pensiero, silenzio e detonazione, con Spazi d’esilio e presagi decide di «rimanere sull’orlo» senza concessioni consolatorie.

Fulminante la dichiarazione conclusiva: «m’accontento di essere viva», il cui significato non è la resa, né la sottomissione, ma consapevolezza lucida, fredda e anatomica dei limiti della parola, dell’umano e di quel «poco che rimane».


Rosaria Ragni Licinio Copertina Alma Poesia

Ha braccia di fango la gioia,

scioglie le ginocchia

e la mia presenza è artificio,

una specie diversa di dolore

su anatomie macroscopiche.

 

*


Ancora un giorno restare intera,

fare scempio della paura

con questa saliva dove non s’annega

in un aprirsi festoso di denti

se escono torrenti

– non le parole –

e le altissime note nuotano. 

 

*

 

Verrà la parola muta,

ma tu fingi questo incontro

un abbraccio – sopra le spalle –

il gesto che ripara

una forma estranea,

nessun risultato presente

come una cosa già vissuta

quest’idea che abita la bocca

e intanto si dirama.

Scrigno di carne, reliquiario.

 

*

 

Nel telaio certo dei vivi

– resto

dove le mani non trovano posto

tra i lampioni e la casa d’infanzia

(il rifugio di forme vaghe)

oltre i solchi di un cuore spolpato

c’è un’euforia di gesti impazienti,

nel mormorio che perde la luce

col soffio di vento alto, sul mare

per flussi disposti

di giorno e di notte,

sempre a ripetere

questo argomento.


Rosaria Ragni Licinio Alma Poesia

Rosaria Ragni Licinio è poeta, curatrice editoriale, giornalista e pittrice. Alcune sue poesie sono presenti in antologie e riviste sia nazionali che internazionali. Nel 2023 ha curato il volume Prisco De Vivo. La radice delle cose. Interviste (1995-2020) (Mimesis edizioni). Ha pubblicato le raccolte: Interno rosso Marte (Gattomerlino/Superstripes, 2021),Viatico per peccatori, (Ensemble, 2023),Spazi d’esilio e presagi (Il Convivio Editore, 2024).

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