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  • Luca Gamberini

Gli inediti di Stella Poli

Nel primo testo in esame Stella Poli porta il lettore all’interno di una scena precisa; un atto quotidiano, come la creazione di una password nato da un gioco, da “una burla”, diventa stato poetico: «la password dell’home banking». Tale apparente banalità si scontra nella seconda coppia di versi, dove al dovere di lavare i piatti – «l’unico modo per lavare i piatti» – si associa il piacere di una canzone. La poetessa prende due situazioni analoghe, giocose, e le mette sullo stesso piano. Abitudini. Atti quotidiani intrisi di ironia, sarcasmo, una velata dolcezza famigliare. Non cerca il consenso Poli, piuttosto punzecchia, con forme eleganti.

Nel secondo testo, invece, l’autrice dà come l’impressione si soffermarsi troppo sul dettaglio. Come uno zoom cinematografico: linea > punta > freccia > margini. Un dettaglio di poca importanza, come una ipotetica linea, diventa così il soggetto di un intero testo. Una linea che sembra una freccia e con la sua forma antropomorfa – «avrebbe un’impazienza» – dimensiona il foglio dove venga collocata, confusa per un greto, il quale trova ragione d’essere, ancora una volta, nell’assenza di qualcosa: «senza pioppi giovani». Sottrazione vegetale, addizione anagrafica. La stessa linea finisce poi per assomigliare a una strada, «una provinciale» intervallata da «rotatorie multiple». Fin qui sarebbe tutto estremamente piano – «se non è inclinato, non è un piano», definire per sottrazione – privo di interesse. Invece Poli sceglie l’ultimo verso e appena metà del penultimo per ultimare il vedutismo poetico di cui è portatrice. La strada provinciale si caratterizza per «qualche rivendita / di salumi a prezzi concorrenziali». Come un fiume carsico la quotidianità si rivela e il lettore rimane con di fronte a insaccati, prosciutti, salami. Anche qui, tuttavia, non banali: i «prezzi concorrenziali» sono traccia di un preciso lavoro al ribasso, da intendersi anch'esso per sottrazione. Eravamo partiti dalla negazione/affermazione di un piano. Poli scrive su una pellicola e crea immagini alla stregua di un treno, e per farlo non ha timore di scomodare paragoni forti.



Una burla sul tuo nome è diventata

la password dell’home banking.

Una canzone che cantavi,

l’unico modo per lavare i piatti.


*


Se non è inclinato, non è un piano:

resta una linea, senza punta,

se no sarebbe una freccia,

avrebbe un’impazienza, premerebbe

contro i margini, orientata.

È piuttosto un greto, senza pioppi giovani.

O anche meno. Una provinciale con

rotatorie multiple, qualche rivendita

di salumi a prezzi concorrenziali.


Stella Poli è dottoressa di ricerca in filologia contemporanea, con una tesi sulla traduzione poetica, discussa nel maggio 2019 all’Università di Genova, relatore il professor Testa. Si occupa di archivi, Novecento e poesia contemporanea. È docente allo IULM e in un cpia, dove insegna italiano agli stranieri. Scrive racconti e poesie. Collabora con la balena bianca, è redattrice della rivista genovese «Trasparenze».

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