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  • Alessandra Corbetta

Gli inediti di Paolo Pera

C'è, a marcare in modo distintivo questi inediti di Paolo Pera, un sapiente uso dell'ironia, derivante dall'accostamento inaspettato tra elementi dell'alto ed elementi del basso; e se non possiamo certo attribuire a Pera l'invenzione di questa pratica, ciò che gli va riconosciuto è l'inusuale gioco visivo che tale accoppiata dicotomica è in grado di generare: Afrodite diventa lo specchio dal quale osservare un'analisi identitaria; la legione causa l'interruzione di una comunicazione non ben specificata; Adamo ed Eva vengono paragonati a due cani. L'abilità dell'autore è quella di investire l'analisi esistenziale di riferimenti solo apparentemente estemporanei, mutuati dalla mitologia, dalla storia e dal racconto biblico così da determinare quello che, con termini mediologici, potremmo definire un incontro tra pratiche top down e pratiche bottom up, che confluiscono in una scrittura originale, lontana da appiattimenti e omologazioni e che rendono distinguibile la voce di Pera.



Raggiungo la morte d’estate


Raggiungo la morte d’estate.


La bella Afrodite mi guardava,

Talvolta girava la testa…

Nei suoi occhi – da me fiaccati –

V’era impotenza, la mia vergogna.


Oggi ripenso a ciò che ero

Prima di disfarmi davvero.


La legione straniera


L’amico pazzo che mi chiamava

Per sei ore di telefonata

Aveva di fronte un vasto plotone,

E stava prendendo un poco di tempo

Per rimandare la fucilazione.


Se solo si fosse risparmiato

Di disertare dalla Legione,

Non m’avrebbe costretto

A interrompere la comunicazione.


Dialogo coi doghi argentini


Cari – annoiati – animaletti,

Lo so: quando piove

Si aspetta solo di morire…

Che credete? Io pure

Vivo in questa prospettiva.


Ciò che ci differenzia

È l’obbligo che m’impone

Di guadagnare il pane,

Di riempirmi di nozioni

Che ingombrano la vita.


Adamo ed Eva


I miei cani – almeno un poco –

Mi parevano Adamo ed Eva,

Tutti e due in un giardino

Senza alcuna tentazione.


Ma se entravano

Nella bianca abitazione,

Per mangiar la pappa al gatto,

Quel Signore – che son io –

S’infuriava e li spediva

Nuovamente entro l’Eden


Paolo Pera è nato ad Alba (CN) il 22 giugno del 1996, diplomato in Arti Figurative, ora studente di Filosofia presso l’Università degli Studi di Torino. Nel 2020 esce la sua prima silloge poetica: La falce della decima musa, per Achille e La Tartaruga Edizioni. È anche narratore, fumettista e pittore. Collabora con diverse riviste letterarie in qualità di critico.

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