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  • Federica Ziarelli

Nota di lettura a "Dispositivi" di Stefano Guglielmin

Stefano Guglielmin, nella sua ultima silloge poetica, edita da Marco Saya nel 2022, avvalendosi di un potente apparato concettuale, che però mai si riduce alla retorica del paradigma, presenta un'opera di profonda bellezza anzitutto per l'inno alla libertà che pervade la raccolta stessa senza che esso sia palesemente reso, ma dando comunque al lettore la facoltà di percepirne i felici echi.

I Dispositivi di cui Guglielmin scrive, sono strumenti in grado di agire emotivamente, spiritualmente, linguisticamente e tecnologicamente sugli individui donando a ciascuno un ausilio per disporre pensiero e azione verso una certa direzione (direzione a volte più sicura?) ma, al contempo, possono condizionarne e modificarne le emozioni, i rapporti, le decisioni. Il poeta pertanto, tramite un linguaggio disincantato, umoristico, attraversato da un'acuminata ironia ma anche da una consapevole, amara sapienza, riflette in Dispositivi del poetico sul concetto di scrittura poetica, che non è e non può né deve essere mera espressione artistica, ma opera fondante in grado di reinventare una sorta di laica sacralità: «Se scrivo una poesia al mese e muoiono / un milione di esseri al minuto, / l'argine che la parola / mette, mente, non serve a niente // Se scrivo un milione di poesie al minuto, / meglio / smettere: è solo un moto compulsivo, una mia/malattia morale //».

In Dispositivi della salute che potrebbero far venire in mente i medicinali, le protesi, e cioè ausili “esterni” attinenti alla sanità, l'autore si riferisce invece a quei mediatori ormonali o chimici che agiscono a rendere metamorfici gli stati umorali umani: «...Il paradiso è un'isola di cioccolato senza rischi iperglicemici / e Dio è femmina, col suo nome tonico, dabambina. // Serotonina. //»

Con magistrale nitore, con una dirompente quanto sobria eloquenza filosofica, Stefano Guglielmin dispone sul foglio parole intriganti, che spesso si divertono tra loro senza però mai rinunciare, di contro all'insulso elogio dell'io, a porre interrogativi che interessano la collettività, laddove diviene necessario ampliare lo sguardo su ciò che separa gli esseri umani dalla libertà, e, concedetemi il gioco di parole, dalla possibilità di essere totalmente umani.



Esce del sangue


Esce del sangue dalla tua vagina, esce del

mondo, un rivo che ci mette in salvo, nel bene

della specie. Rompe quel cerchio, l'asciutto

della pertica, che pesca dall'ignoto, lo indora,

delineandone la via. Moriremo arsi dal lindore.


Buddismo Zen


Senza dispositivo, sedersi

vedendo, nella gran nuvola che passa,

la gran nuvola che passa e le due virgole,

una in testa e l'altra in coda. Stare seduti

sullo scarto tra il corsivo e il tondo.


Stefano Guglielmin è nato nel 1961 a Schio (VI). Laureato in filosofia, insegna lettere presso il locale liceo artistico. È membro della Società filosofica Italiana e fa parte dell’associazione culturale “Anterem”. Gestisce il Blog di poesia italiana contemporanea Blanc de ta nuque. Ha pubblicato le sillogi Fascinose estroversioni (Quaderni del gruppo "Fara", 1985), Logoshima (Firenze Libri, 1988), come a beato confine (Book editore, 2003), La distanza immedicata / the immedicate rift (Le Voci della Luna, 2006), C'è bufera dentro la madre (L'Arcolaio, 2010), Le volpi gridano in giardino (CFR Edizioni, 2013), Maybe it’s raining. Poems 1985-2014 (Chelsea Editions, 2014), Ciao cari (La Vita Felice, 2016) e i saggi Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, 2001), Senza riparo. Poesia e finitezza (La Vita Felice, 2009), Uno sguardo (dalla rete) sulla poesia italiana contemporanea voll. 1 e 2 (Le Voci della Luna, 2011, Dot.com Press 2016), Le vie del ritorno. Letteratura, pensiero, caducità (Moretti&Vitali, 2014) e La lingua visitata dalla neve. Scrivere poesia oggi (Aracne editrice, 2019). È inserito in alcune antologie, fra le quali Il presente della poesia italiana, a cura di C. Dentali e S. Salvi (LietoColle, 2006), Dall'Adige all'Isonzo. Poeti a Nord-Est, a cura di A. Ramberti (Fara, 2008), Caminos del agua. Antologia de poetas italianos del segundo Novecientos, a cura di E. Reginato (Monte Avila, 2008), Dizionario critico della poesia italiana 1945-2020, a cura di M. Fresa (Società Editrice Fiorentina, 2021). Suoi saggi e poesie sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. È stato tradotto in inglese, spagnolo e bulgaro. Ha pubblicato anche racconti; l’ultimo in AA.VV., L’occhio di vetro. Racconti del Realismo terminale, a cura di D. M. Pegorari (Mursia 2020).

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