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  • Immagine del redattoreAlessandra Corbetta

Gli inediti di Davide Cortese

Con la sua poesia Davide Cortese, come questi inediti testimoniano, riesce a creare un terzo spazio, collocabile tra il reale e l'onirico; un luogo con le caratteristiche dell'urbe metropolitana ma assimilabile anche a un non-luogo, secondo la definizione di Marc Augé; ed è proprio questo paesaggio a essere protagonista della scrittura, più che le azioni che in esso si svolgano o gli io che qui si muovono.

Con un lessico che si discosta da qualsiasi lirismo, Cortese ricrea anche nella terminologia uno stato di inevitabile alienazione, perché l'altrove descritto fatica a farsi casa e a ospitare chi lì prova a entrare, procedendo con passi più vicini all'andamento della macchina che a quelli dell'essere umano.

Un habitat inadatto, insomma, che sembra dare forma alle paure e alle storture che popolano la mente e che, come in loop perpetuo, non vogliono abbandonarci.


Vado in giro. Non so che forma

avrà la serata, riavvolta dal quartiere

oppure traslata nell’onirico:

di strada in strada, campiture di edifici

simulano l’assillo del sogno,

come volute nervose.

La vegetazione insiste: una patina oculare

fosfeni attorno al semaforo riflesso

nel passaggio sotteso –

 

*


Sono come i miei cani

i sociologi

non amano la pioggia. Febbrili si scrollano

domande viziate

sulla percezione di un luogo –

certo, preso dall’umido ma non serve:

tutto si ossida attorno ai binari,

specie i muri di contenzione, trasportano ruggine.

 

La vista si perde nei multipli

di traversine, scortate lontano

dal marciapiede –

per due per quattro per sei per otto –

l’assillo dei conti, quando

riprende il circo della stagione

di pollini

e quelle vie sbarrate al respiro. Dovrei

riavvolgermi nel freddo, ovviare

rimandi e legacci, comunque

avvinto a questioni limitrofe.

 

Ma il tracciato annienta gli oggetti

se non quelli riconducibili

a biografia psichica.

Anche la tua bocca circola a vuoto

espulsa per argomenti campione.

 

*


Pare che il cibo sia legame

o forma di contatto con la «realtà» –

il proverbiale piatto di lenticchie, per me

sono mozzarelle panini canestrelli

glassati al cacao, tonno e salate torte all’uso;

ciò che è certo: non ho problemi, prendo peso.

D’altronde i surfisti

sembrano foche spiaggiate

e non mancano di far mostra di sé: una cresta e poi un’altra

un cavo lento, a strappi

un tubo, incerti rinunciano traballando

all’ennesima onda.

Dal pennello qualcuno brandisce una frusta

e la rivolge al mare (pesca a mosca)

che pensi forse di essere Serse o forse

in Danimarca?

 

*


Una voce sovrapposta, può darsi

sdoppiata a stilare la stazione-magazzino.

O ancora: un mondo

ferroviario insinuato nella testa e di riflesso

si è spinti in un loop;

in un repertorio

che porta sempre al suo interno. Tipo:

 

stracci come organi senza corpo, vestigiali per il loro

disporsi fra i binari. Quindi il luogo raduna vite,

suoni in ebollizione

 

uno scalpicciare insistente prepara

la suggestione che qualcuno t’insegua.

Serrato a vagoni spenti

nel pugno (nel buio) la chiava – una trentasei

– «gli farò saltare il sorriso».


Davide Cortese (Genova, 1994) è incluso nell’antologia Planetaria. 27 poeti del mondo nati dopo il 1985, a cura di M. Dagnino-A. Pellegatta, Taut, Milano 2020. Sue poesie apparse su: «La Repubblica – Bottega di poesia» a cura di Maurizio Cucchi; «Inverso – Giornale di poesia». Altre sono state accolte nell’antologia Mitologia del rio (Vol.II) su «LiberoAmerica» a cura di Emilio Martinez Panana. È stato finalista al Premio Cetonaverde Poesia 2023 – sez. Certame. Ha pubblicato la monografia Fuori dalla libertà. Bas Jan Ader e i rituali dell’abbandono, Edb, Milano 2017 (prefazione di Paolo De Lucia; disegni di Massimo Dagnino); e un catalogo di disegni Natura intermittente, Edb, Milano 2018 (Prefazione di Massimo Dagnino). È autore di recensioni a libri di poesia su riviste cartacee e online («Nuovi argomenti», «L’immaginazione», «Rainews Poesia», «Golden Blog», «Trasversale», «Anthos») e di interventi in volume sul disegno.

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