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  • Alessandra Corbetta

Gli Assaggi di Alma: "La memoria dei senza nome" di Luca Ariano

Continuano le proposte del nuovo spazio di Alma Poesia "Gli Assaggi di Alma": qualche testo estrapolato da raccolte per noi interessanti che verranno recensite, nei mesi successivi, sulle nostre pagine, ma che già a partire da ora, con questa forma, possono sedimentarsi nelle nostre lettrici e nei nostri lettori.


"Gli Assaggi di Alma" ospitano oggi Luca Ariano con il suo La memoria dei senza nome (Il Leggio Libreria Editrice, 2021), con prefazione di Alberto Bertoni e un'intervista a cura di Luigi Cannillo.



«È una triste primavera»

sussurri a denti stretti Enrico

mentre fuori batte la pioggia d’aprile...

Ti pare immenso il letto di notte:

l’impronta del capo sul cuscino...

il suo profumo... il sorriso,

le stanze ti soffocano.

Teresa anche quest’anno Sant Jordi:

tutti tra rose e libri, ma dov’è Fiulin?

E tu Teresa fino a quando camminerai?

Non hai visto il libro di poesie

di Castillo... la copertina...

quel gatto ricorda il tuo.

Ti leggeranno versi al telefono?

Pedali tra gocce che pungono

i tuoi occhi Fiulin pensando

che è proprio una triste primavera

senza aver visto le risaie allagate.


*


Trascorso un anno Fiulin,

inebriato dal profumo di un fiore:

troppe spine... graffi sulla pelle.

Portasti Giggino al mare,

ma non c’è stato tempo per Posillipo

o nelle strade del suo paese

dove calciò un pallone di cartone

o sentire dei primi amori.

Nemmeno un’ultima preghiera

al cimitero, fiori puliti...

lapidi da lavare.

Fissa muto la siepe corteggiata

da api, le azalee profumate.

Di lei sai poco o nulla ma l’immagini

per Barcelona fotografare palazzi...

avresti voluto portare Rosa

ma «Il tempo... la stagione... destino.»

Abiti sempre in Via Emilia in attesa

di un’altra casa per due e domani salirai

sul solito vagone in stazione.


*


Non sei un avatar Nena,

non hai un’anima digitale:

albeggia presto e sentite

odore di campi calpestati,

di stagioni tardive.

Quell’automobile il vostro regno,

un albergo a quattro stelle

mentre stringete i vostri corpi.

Fuori genti verso lavori precari,

di ritorno da notti troppo lunghe

mentre carezzi i suoi seni timido.

L’impaccio di un passo improvviso

baciando turgidi sogni,

amplessi mancati, celati da vetri

appannati ai primi chiarori.

Non chattare, non scrivere messaggi

ma lasciami il tuo sapore, labbra

di occhi caldi mentre il treno parte

e i caffè si riempiono di colazioni,

tintinnio di cucchiaini.


*


Per mesi attendevi dicembre,

una festa al ritorno:

il profumo di cucina per casa

e la voglia di perderti nelle nebbie.

Dove sono quelle foschie?

Rimarranno solo ceneri

e odori dispersi...

terre che nessuno coltiverà,

acque che nessuno berrà.

Fabbriche consegnate alla storia

da stampanti tridimensionali.

Dove operai nelle piazze?

Forse guerre tra androidi

e nessuno scaverà cercando resti

di accampamenti, truppe di Annibale,

zanne e trofei di guerra.

Domani ti regalerà la sua festa,

non avrai lettere da leggere,

da scrivere per San Giuseppe

ma frasi su messanger

prima che una timida nebbia

ti riporti alla tua stagione.


Luca Ariano (Ph. Elisa Magarotto)

Luca Ariano (Mortara – PV 1979) vive a Parma. Di poesia ha pubblicato: Bagliori crepuscolari nel buio (Cardano 1999), Bitume d’intorno (Edizioni del Bradipo 2005), Contratto a termine (Farepoesia 2010, Qudu 2018) e Nel 2012 per le Edizioni d’If è uscito il poemetto I Resistenti, scritto con Carmine De Falco, tra i vincitori del Premio Russo – Mazzacurati. Nel 2014 per Prospero Editore ha pubblicato l’e-book La Renault di Aldo Moro con una prefazione di Guido Mattia Gallerani. Nel 2015 per Dot.com.Press-Le Voci della Luna ha dato alle stampe Ero altrove, finalista al Premio Gozzano 2015. Nel 2016 presso la Collana Versante Ripido / LaRecherche.it è uscito l’e-book di Bitume d’intorno con una nota di Enea Roversi. Nel 2018 per Qudu è uscita una nuova edizione di Contratto a termine con la prefazione di Luca Mozzachiodi. È redattore di Atelier e de Le Voci della luna. Sue poesie sono tradotte in francese, spagnolo e rumeno.



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