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Commento a "La ragazza Carla" di Elio Pagliarani

  • Immagine del redattore: Alessia Bronico
    Alessia Bronico
  • 23 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

La ragazza Carla, pubblicata nel 1962 per i tipi di Mondadori, esplora l'emancipazione femminile e l'alienazione in un contesto di transizione dalla società agricola a quella industriale. L'opera si distingue per la sua analisi critica di una società stratificata, evidenziando le aspirazioni della piccola borghesia verso valori considerati "superiori". Pagliarani si distingue per elementi stilistici neorealistici, caratterizzati da una fraseologia stenografica che abbandona definitivamente il post-ermetismo. Questo "romanzo in versi" narra le esperienze lavorative e esistenziali di Carla e offre una lettura penetrante sull'emancipazione sociale. Tutti i componenti del testo si fondono in un’ideologia del Moderno, collocando l'opera nel contesto culturale del suo tempo. L'adesione di Pagliarani alla neoavanguardia appare come una scelta strategica e necessaria, segnando simbolicamente la transizione dal Moderno a una nuova era.


Elio Pagliarani Copertina Alma Poesia La ragazza Carla

Di là dal ponte della ferrovia

una trasversa di viale Ripamonti

c’è la casa di Carla, di sua madre, e di Angelo e Nerina.

Il ponte sta lì buono e sotto passano

treni carri vagoni frenatori e mandrie dei macelli

e sopra passa il tram, la filovia di fianco, la gente che cammina

i camion della frutta di Romagna.

Chi c’è nato vicino a questi posti

non gli passa neppure per la mente

come è utile averci un’abitudine

Le abitudini si fanno con la pelle

così tutti ce l’hanno se hanno pelle

Ma c’è il momento che l’abito non tiene

chissà che cosa insiste nel circuito

o fa contatto

o prende la tangente

allora la burrasca

periferica, di terra,

il ponte se lo copre e spazza e qualcheduno

può cascar sotto

e i film che Carla non li può soffrire

un film di Jean Gabin può dire il vero

è forse il fischio e nebbia o il disperato

stridere di ferrame o il tuo cuore sorpreso, spaventato

il cuore impreparato, per esempio, a due mani

che piombano sul petto

Solo pudore non è che la fa andare

fuggitiva nei boschi di cemento

o il contagio spinoso della mano.


da La ragazza Carla (Mondadori, 1962)

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