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  • Giuseppe Cavaleri

Nota di lettura a "Il segreto degli invisibili" di Rossano Vittori

Istituito nel 2007, il registro nazionale dei cadaveri non identificati raccoglie tutti i casi di mancato riconoscimento, corredandoli di dettagli relativi al vestiario della vittima e a segni particolari, oltre alle (spesso presunte) cause di morte. Scorrere questo lugubre elenco di vite senza nome (in open access sulle pagine del ministero dell’Interno), riempie di una commozione molto pervicace e sottile, alla quale a un certo, punto subentra uno tra i moti umani non troppo spesso chiamati in causa, ma probabilmente tra i più nobili e istintivi: la compassione. Ovvero la capacità umana di mettersi nei panni di un altro simile, di volerne comprenderne e condividerne le sofferenze, i tormenti.

Il valore della raccolta di Rossano Vittori, Il segreto degli invisibili (Lepisma, 2018), risiede proprio nella messa in atto, consapevole e misurata, di questo sentimento. Quarantanove corpi di ignoti, nel libro circoscritti all’area natale dell’autore, la Toscana di colli e cipressi che poi si apre verso il blu dell’Argentario e del Viareggino, accompagnati dalle schede post-mortem (così si chiamano nel gergo ufficiale) dietro le quali, in alcuni casi, si intravvede una storia, desunta da un dettaglio, dall’età della vittima o da un segno fin troppo particolare.

L’intento di Vittori si condensa così tutto nei versi programmatici della poesia d’apertura «un uomo è stato/ solo se ha avuto una sua storia»: ridare un’identità a chi da questo mondo ne è stato strappato senza. E poco importa se la poesia non è cronaca. Anzi, è proprio questa la sua forza. La capacità di evocare un’esistenza perduta, fissandola per far sì che non divenga solo polvere d’archivio (o polvere di byte data l’ormai capillare digitalizzazione).

La cifra stilistica della raccolta è pertanto l’esattezza. Non quella giornalistica che racconta neutralmente il fatto, circostanziandolo in un luogo e in una vicenda, bensì quell’accuratezza propria della poesia, che con le parole si permette di andare più a fondo. È il poeta stesso, infatti, che si mette al servizio di chi parole più non ha («colui che giace è muto»), offrendo le proprie, evitando però rime o eccessivi orpelli retorici. Vittori si cala nello squallore e nello squallore di quest’umanità infelice senza clamori, senza incedere nei dettagli scabrosi, amaramente invece fissati dalla neutralità del linguaggio tecnico del referto a fondo pagina.

Come ha anche notato il prefatore Luciano Luisi, la raccolta non può non rimandare agli epitaffi di Spoon River, ma anche alle ballate di Francois Villon. Il tono che emerge da questo campionario di “storie sbagliate" assume, infatti, quello di una funzione laica, versi come callose carezze dove i segreti diventano testimonianze e gli invisibili conquistano finalmente il diritto di essere ricordati.


Una tomba non serve

che ad onorare un morto,

a trasmettere il segno di una vita.

Ma se colui che giace è muto

ed altri non ne hanno memoria,

il sepolcro è solo un guscio vuoto.

Per questo, compagni di sventura,

parlate e svelatevi senza ritegno

perché un uomo è stato

solo se ha avuto una sua storia.


Ignoto 23


Quando seppi di avere un tumore

feci quello che non avrei pensato.

Restai attonito eppure calmo

e me ne andai sul mare

a godere, come sempre, del tramonto.

Ero stato un pugile in gioventù

e se non potevo schivare i colpi

piegavo le gambe e davo le spalle

senza curarmi di salvare l’onore.

Ma ora potevo arrendermi?

Far decidere ad altri la mia sorte?

Espormi al massacro dei medici?

Volli stavolta finire in piedi

come l’ardito Cyrano.

Tirai dei pugni all’orizzonte

e scacciai i fantasmi che mi assediavano,

feci un lungo sospiro

e mi gettai fra le onde.

Presi il largo nudo

lasciando a riva la mia vigliaccheria.


Scheda Ignoto 23


Uomo. H 1.79, KG 74. Corpo rinvenuto vicino scogli Calafuria (Livorno). Fede d’oro anulare sx con nome Giuliana e braccialetto cuoio al polso dx. Morte per infarto.



Ignoto 26


Io taccio, ma il mio corpo parla

come sa bene il medico legale

che scruta le ferite:

tagli, ematomi, graffi,

ustioni e lorde piaghe,

sadici segni del bruto che mi prese

bestia più bestia

che cova dentro l’uomo.

Io taccio, ma questo corpo parla,

fate che infine non deliri,

che tale scempio trovi soluzione

e l’empio non sfugga al suo castigo.


Scheda Ignoto 26


Corpo femminile H 165, Kg 60. Evidenti segni di sevizie.

Trauma cranico. Rinvenuto il 13-10-2013 in località Castiglion della Pescaia (Grosseto).



Ignoto 28


Mio padre era un olmo,

saldo e ruvido.

La mamma pietosa e colma di passione

che non trovava un fiume.

La riversò sui figli

e poi su un vagabondo

che ne fece un sol boccone.

Noi fummo mangiati a spizzichi

dal sale della vita,

tenera carne e preda

di avidità infinita.

Tutti riposano eterni in pace

mentre io ancora bramo

il luogo dove ogni tormento tace.


Scheda Ignoto 28


Donna. Trovata casolare abbandonato in località Castelnuovo della Misericordia (Livorno). Catenina al collo con nome Serena. Morte per emorragia cerebrale risalente a una decina di giorni.


Rossano Vittori, nato a Livorno, è laureato in Lettere moderne all'Università di Pisa. Giornalista e critico cinematografico ha pubblicato articoli e saggi su quotidiani e riviste, e volumi sull’opera di Luigi Pirandello e Ettore Scola. Come autore e regista ha realizzato lavori televisivi, allestimenti teatrali e Il perfezionista, un cortometraggio cinematografico premiato al Festival Europacinema di Viareggio. Ha pubblicato, inoltre, i libri di poesia La volta dei dadi, Giardini, Pisa; Il viaggio, Angeli, Lucca; Passeggiando nel tempo, Edizioni del Leone, Venezia; Colloquio coi personaggi, catalogo di una Mostra spettacolo a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Livorno con una serie di ritratti poetici di grandi artisti; e Il segreto degli invisibili (Premio Casentino 2019). Per quattro edizioni è stato presidente del premio “Il fiore” e ha ricevuto il “Premio Franz Kafka Italia” all’immaginazione (Udine, 2020). Fra gli ultimi lavori Campioni livornesi, docu-film prodotto dall’Associazione Nazionale Atleti Olimpici con Rai Teche, Istituto Luce e Mediateca Toscana, che ha ricevuto premi internazionali; la sceneggiatura Tutto è nulla, sulla misteriosa vicenda della morte di Michelangelo; e il volume di racconti Se vuoi te lo racconto, Erasmo, Livorno.


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