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  • Luca Gamberini

Nota di lettura a ".come cosa viva" di Maristella Diotaiuti

Maristella Diotaiuti ha contribuito, con la sua ultima raccolta dal titolo .come cosa viva, a un processo storico al quale la poesia, come qualsiasi altra forma artistica, deve sottoporsi ciclicamente. Intendo quella sorta di stress-test che è in grado di mostrare tutte le possibili estensioni, declinazioni e future direzioni. Diotaiuti ha cercato di mettere la poesia alla prova del tempo. Penso in particolar modo ad alcuni elementi che rendono un testo letterario una poesia: la punteggiatura, il suono, l’ortografia, il lessico.

Senza voler spostare in un piano secondario il campo di indagine e di racconto semantico, l’eziologia della poetica di Diotaiuti verte maggiormente su aspetti formali che prettamente contenutistici. A partire dal titolo, reiterando poi tale uso in maniera quasi ossessiva: la punteggiatura che anticipa la parola è una matrice troppo forte per essere considerata puro segno grafico. Iniziare un verso con una lettera minuscola, far seguire tanto più una minuscola a un punto: «inafferabile. ma. Sta sull’abisso dissennato». E poi ancora: «Solo. l’urlo della bestia. sacrificale». Quale valore dare a queste scelte, viene da chiedersi. Forma o sostanza? Arduo rispondervi. O forse non troppo se a questa scelta se ne accostano altre come le fusioni linguistiche: «perderesilenzi», «vestitiazzurri», «capellidasciogliere». Dice molto bene nella sua postfazione Floriana Coppola quando parla di «pioggia sensoriale delle parole». Diluvio, aggiungo. La semantica della poetica di Diotiaiuti passa da qui. Tuttavia sarebbe errato non confrontarsi con le tematiche esistenziali di abbandono e riparo, ricercando una propria weltanschaaung ricorsiva e distorsiva a tratti barocca a tratti di ispirazione neoclassica ma pur sempre legata al filo conduttore della parola che si fa cosa, agente. È agito il tempo della rivelazione quasi essoterica per una apertura contorsiva dentro ai dilemmi umani tanto a quelli poetici. Perché è il poeta che riemerge da queste dinamiche. Figura consustanziata che non ha bisogno di autorità perché esso stesso è autorità e che quindi può incanalare le forze propulsive – e distruttive – che riceve e subisce. Il poeta come soggetto attivo anche quando passivo. I livelli del testo si aprono in una codifica mai banalmente letterale ma sempre ultra-terrena in senso lato, dove si diventa ciò che si è soltanto se si accetta di essere cosa viva.



di lato si vedono le isole

che forse sono continenti

che forse sono oceani

e forse sono occhi

che guardano altri occhi

uno è un’ala uno l’altra ala

e molto tardi sulla soglia

di un’altra era rimaniamo

immobili mangiando vento

e non c’è bisogno di spiegare

così come l’acqua non si spiega

e non si piega

è il concatenarsi di tutto

ciò che sorge


*


- svelta – è quasi buio – affrettati

non si sa come arriva il vento

nero e turbolento inciampa

nelle spigolose protuberanze

e comincia a raccontare

a raccontare tempeste

mentre

avanzaunasolitariafiguraumana


*


sottane e pezzi di tappeto

e così sono sopravvissuta

al settimo giorno

e sono riuscita a scovare il nemico

dentro la notte che arde

gli tolgo con una carezza

i capelli dalla fronte

e gli sorrido

da qualche parte cade qualcosa

precipita qualcosa

esplode qualcosa


Maristella Diotaiuti, di formazione universitaria (Università Federico II di Napoli, Lettere Moderne), è curatrice e promotrice degli eventi culturali del caffè letterario “Le Cicale Operose”, Livorno, nato nel 2016. Si occupa di letteratura femminile, di poesia e di ricerca di autrici dimenticate, per le quali ha ideato il ciclo “Clandestine”; ha recensito numerose artisti, autrici e autori italiani; è autrice della drammaturgia Eleonora racconta Eleonora per lo spettacolo teatrale sulla rivoluzionaria Eleonora Pimentel De Fonseca; ha curato la lettura drammatizzata Percorsi danteschi, una lettura politica di Dante; ha curato lo spettacolo Pulcinella, una maschera tra gli specchi, approfondendo origini e simbolismi della maschera; è autrice e curatrice del volume Beatrice Hastings, in full revolt, 2020, edizioni “Le Cicale Operose”. Ha curato la pubblicazione del volume Woman’s worst enemy: woman (Astarte edizione, 2022).



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