• Alessandra Corbetta

Ascolto, voce e corpo elettrico

In una società oculocentrica, quale quella occidentale contemporanea, dove l’immagine virtuale, sia statica che in movimento, tenta di soppiantare e inglobare in sé qualsiasi altra forma di comunicazione, che ruolo può rivestire il suono, la voce, l’ascolto?

Gabriele Frasca, nel suo “La lettera che muore. La letteratura nel reticolo mediale” (Meltemi 2005), teorizza un’oralità secondaria e cioè un ritorno alle forme dell’oralità favorito dall’uso dei media elettrici e conduce il discorso verso il tema dell’ibridazione dei linguaggi nella quale, questi stessi media, tendono a farli convergere.

La poesia, che proprio nella trasmissione e nell’esecuzione orale affonda le sue radici, con l’invenzione della stampa tende a essere fruita nell’individualità solitaria e silenziosa del singolo il quale, con la sua attività di lettura, crea un mormorio, un bisbiglio, quello che Jonathan Culler in Theory of the lyric (Harvard UP 2015) definisce voising. Oggi, nella maggior parte dei casi, l’oralità torna ad accostarsi alla voce poetica nel momento della sua espressione performativa che, a partire dai reading fino ad arrivare a forme rappresentative più articolate, ricrea quel contesto immediato, da intendersi come non-mediato da media digitali, tra autore e pubblico.

Eppure, negli ultimi anni, si stanno sviluppando diversi progetti che, sfruttando le affordance delle nuove tecnologie, provano a ricostruire, all’interno del contesto mediale, quella stessa immediatezza, ricollocando la fruizione della poesia in una dimensione plurisensoriale dove una posizione di rilievo è attribuita proprio alla voce e all’ascolto.

In questo frame di riferimento si inserisce anche Corpo elettrico, espressione mutuata dal grande poeta Walt Whitman, un programma di poesia italiana contemporanea concepita per i più moderni assistenti vocali. Il progetto Corpo Elettrico coinvolge ventuno poeti italiani contemporanei, selezionati dall'artista inter-mediale Francesca Fini e dal poeta Davide Cortese. A ognuno di loro sono state dedicate due puntate del programma, prodotte grazie alla collaborazione con attori italiani professionisti, e alla produzione di un sounddesign corposo ed evocativo, ispirato alle atmosfere dei brani. Il programma è stato poi trasformato in una Skill Alexa caricata su Amazon Store, dove potrà essere attivata gratuitamente dagli utenti, che potranno gestirla attraverso semplici comandi vocali. Naturalmente il programma, nella sua versione di podcast tradizionale, sarà disponibile anche su Anchor.fm e Soundcloud, e sul sito web di Francesca Fini.

E persino Alexa ha qualcosa di poetico, e risponde alle domande con un piglio impertinente e dadaista. Infatti, grazie alla programmazione sviluppata da Francesca Fini, non è più solamente una voce di servizio che risponde ai comandi, ma integra nel suo linguaggio frammenti di poesie, diventando essa stessa soggetto poetico. Corpo elettrico, attraverso l'intelligenza artificiale, riporta nelle case la poesia italiana contemporanea. La Skill Corpo Elettrico è stata sviluppata in due edizioni successive, per alleggerire la fruizione e rendere più facile la navigazione attraverso le singole opere e i singoli poeti.

I poeti che fino a oggi hanno aderito al progetto sono Maria Borio, Maria Grazia Calandrone, Davide Cortese, Flaminia Cruciani, Anna Maria Curci, Claudio Damiani, Tommaso Di Dio, Simone Di Biasio, Raffaela Fazio, Gabriele Galloni, Giorgio Ghiotti, Tommaso Giartosio, Ignazio Gori, Giovanna Iorio, Iolanda La Carrubba, Serena Maffia, Giuseppe Nibali, Ilaria Palomba, Davide Rondoni, Mattia Tarantino, Michela Zanarella.


Gli attori coinvolti sono invece Daniele Sirotti, Daniela Cavallini, Francesca Fini, Stefano Baffetti, Domitilla Colombo, Federica D'Angelo, Francesca Lolli, Alice Spito.

Regia, Programmazione Alexa e Sound Design sono a cura di Francesca Fini.


Per aggiornamenti su uscite ed eventi è possibile associarsi alla Skill: https://www.francescafini.com/corpoelettrico

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